MR / RELEASE
Stefano Barotti.
Il grande temporale.
Un disco aperto a prog, reggae e canzone d’autore, in cui il temporale diventa metafora delle trasformazioni personali e collettive.
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01 / Il disco
Tutto il catalogo →Il grande temporale (2020) è il quinto disco ufficiale in studio di Stefano Barotti, pubblicato a due anni di distanza dal concept album Settembre del 2018.
Prodotto dallo stesso Stefano Barotti, con la coproduzione di Fabrizio Sisti per alcuni brani, il disco conserva la vena poetica dell’autore ma si spinge musicalmente oltre le intenzioni del passato. Sisti ha curato gli arrangiamenti di tastiere, pianoforti, organo Hammond e programmazione; echi prog e reggae si intrecciano così ai testi di Barotti.
Tra i brani compare un omaggio a Enzo Jannacci con la canzone Enzo, insieme a influenze di Lucio Battisti e citazioni di Franco Battiato. Il fantasma di Bob Marley appare in Painter Loser e c’è persino un’incursione di Bruno Pizzul in Spatola e spugna, dove si parla di calcio e lavoro precario.
Tra le collaborazioni figurano Joe Pisapia da Nashville con le sue chitarre elettriche e il maestro Roberto Martinelli, autore degli arrangiamenti degli archi per Stanotte ho fatto un sogno.
Il “grande temporale” funge da metafora centrale dell’opera, simboleggiando le tempeste emotive, sociali ed esistenziali del nostro tempo. Il disco riflette sull’incertezza, sui cambiamenti individuali e collettivi, sulla necessità di trovare un riparo e sulla ricerca di speranza dopo la bufera, oppure sulla possibilità di diventare noi stessi la bufera.
Tracce.
Majorana player / anteprima
Edizioni disponibili.
02 / La stampa
Voci, letture e impressioni dedicate al disco.
Le canzoni del disco, interpretate in questo periodo di paura e incertezza che colpisce tutti, sono come un balsamo o, se vogliamo, una scossa che restituisce vita che chiede di riemergere ad ogni costo. Perché ogni disco di Stefano Barotti è un viaggio che ci riporta dentro noi stessi, a riaprire i cassetti dimenticati, a togliere la polvere dagli scaffali dei ricordi.
Stefano Barotti ha la capacità di rinnovarsi senza rinnegare la sua cifra più pura, quella artigianalità, quella genuinità, quella schiettezza artistica che ne fanno forse il più grande outsider tra i cantautori attualmente attivi sulla scena italiana (e non solo). Poeta e musicista a tutto tondo, insofferente a qualsiasi tentativo di imbrigliamento e categorizzazione, Barotti abbatte ne “Il grande temporale” i rigidi steccati tra generi, avventurandosi in territori diversi dei quali evidenzia con sapienza la contiguità: folk, blues, reggae, incursioni jazzy convivono senza forzature in un album variegato e godibilissimo, colto e al tempo stesso popular, sognante e terrigno nell'eterno equilibrio barottiano tra scarpe e ali.